L’ADHD a scuola: diagnosi e intervento.

Posted on martedì, febbraio 9th, 2010 at 00:38

bart-simpson-generatorL’ADHD rappresenta uno tra i più diffusi disturbi che si manifestano in età evolutiva. Attualmente, l’interesse per tale patologia è sensibilmente cresciuto: le famiglie e le figure professionali coinvolte richiedono maggiori informazioni e specifici strumenti di diagnosi e intervento.

Per venire incontro a questa crescente richiesta, è a disposizione un’ampia gamma di testi, che mirano ad un costante accrescimento delle conoscenze relative ai vari aspetti del disturbo, alle modalità diagnostiche utili per la sua individuazione e agli interventi di natura psicoeducazionale indispensabili per arginarlo.

Tra i testi utili per un preciso inquadramento della sindrome e per offrire delle direttive di massima circa il primo approccio alle vari situazioni problematiche che possono insorgere a casa così come a scuola, segnaliamo: Ianes D., Marzocchi G.M., Sanna G. (2009); Facciamo il punto su…l’ iperattività. Aspetti clinici e interventi psicoeducativi; Edizione Centro Studi Erikson. L’obiettivo è di far conoscere a professionisti e famiglie le caratteristiche dell’ADHD, distinguendo tra la normale esigenza e tendenza di alcuni bambini a essere vivaci da ciò che è da ritenersi un vero disturbo. Un altro testo che vuole suggerire come orientarsi fra i disturbi psicologici più diffusi nella popolazione scolastica in età evolutiva, tra cui primeggia l’ADHD, è: Vacca G., Molinari M., Leonetti A. (2006); Siediti e stai attento! Il disturbo di attenzione con iperattività tra i comportamenti-problema nella scuola; Edizione Aracne.

Un testo, che riguarda principalmente l’individuazione diagnostica in ambito scolastico dei bambini con ADHD, è: Di Pietro M., Bassi E., Filoramo G. (2001); L’alunno iperattivo in classe. Problemi di comportamento e strategie educative; Edizione Centro Studi Erikson. Considerando i dati sull’incidenza dell’iperattività in età scolare, appare evidente che quasi ogni classe, dalla scuola dell’infanzia alle scuole superiori, ha al proprio interno uno o due alunni con questo tipo di problema. Qualche anno fa i bambini che presentavano tali caratteristiche erano etichettati come “caratteriali”, oppure come affetti da “disarmonia evolutiva”. L’espressione “alunno con deficit di attenzione e iperattività” ha fatto la sua comparsa in tempi relativamente recenti nel linguaggio scolastico. Ma quando possiamo dire che un bambino è veramente iperattivo e quando invece si tratta di una bambino solo vivace, disobbediente o semplicemente maleducato? Questo manuale cerca di rispondere a tale quesito, fornendo innanzitutto agli insegnanti strumenti che consentano una valutazione comportamentale dell’alunno e varie possibilità educative rivolte ai comportamenti problematici. Molti tra i soggetti identificati come iperattivi presentano anche numerose caratteristiche positive oltre all’iperattività: alcuni sono ben dotati dal punto di vista intellettivo, sono molto intuitivi e abbastanza creativi. Di solito però l’ambiente circostante (la famiglia, la scuola, il gruppo dei coetanei) non è pronto ad accogliere positivamente bambini che presentano caratteristiche di iperattività e impulsività. Il disturbo si crea spesso dall’incontro-scontro tra un bambino che assume determinate modalità di comportamento e un ambiente impreparato a reagire nel modo più adatto. Un nodo cruciale diventa il rapporto tra il bambino iperattivo e i compagni di classe. Molti alunni con difficoltà comportamentali infatti tendono ad alienarsi la simpatia dei compagni a causa della loro aggressività o per la loro irruenza e impulsività. Uno degli obiettivi di questo manuale è fornire un aiuto concreto per superare queste incomprensioni. Spesso inoltre il docente può sentirsi minacciato nella propria immagine e nella propria autostima, a causa delle difficoltà che incontra nel contenere il comportamento dell’alunno. Questo può portare a una progressiva diminuzione della capacità di controllo delle proprie reazioni nei confronti del bambino e a un incremento degli atteggiamenti punitivi. Se poi l’alunno manifesta frequenti comportamenti aggressivi verso i compagni, l’insegnante vivrà uno stato continuo di ansia riguardo alla sicurezza degli altri alunni.

Sempre in tema di diagnosi, un altro testo presenta una serie di strumenti (test, checklist, questionari) e procedure di intervento sui disturbi dell’attenzione e sulle correlate difficoltà comportamentali: Kirby E., Grimley L. (1992); Disturbi dell’attenzione e iperattività. Guida per psicologi e insegnanti; Edizione Centro Studi Erikson.

E’ in uscita il 17 febbraio 2010: Marzocchi G. M., Re A. M., Cornoldi C.; BIA (Batteria Italiana per l’ADHD);  Edizione Centro Studi Erikson; è una gamma di strumenti  utili per la comprensione dei problemi specifici presentati da bambini disattenti e iperattivi e/o con difficoltà nei processi esecutivi, nel controllo della risposta, dell’attenzione e della memoria.
Questi strumenti possono essere usati per la diagnosi e la specificazione delle difficoltà in bambini con profilo ADHD. Le prove comprendono questionari di osservazione del comportamento dei bambini a casa e a scuola, test per la valutazione dell’attenzione sostenuta visiva e uditiva, test per la valutazione del comportamento impulsivo e dei processi di controllo e un test per la valutazione delle strategie di memoria: per ogni strumento vengono fornite una presentazione teorica e pratica e i dati normativi di riferimento.

Ancor più florido è l’ambito riguardante l’intervento e la presa in carico del bambino affetto da ADHD: Scheriani C. (2007); Bambini «sopra le righe». Bambini affetti da Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività. Ricerca e trattamento nella scuola dell’obbligo; Armando Editore. Questo volume offre un’ampia panoramica sull’ADHD e fornisce indicazioni metodologiche per affrontare al meglio questo tipo di situazioni. Si segnala anche: Fedeli D. (2006); La sindrome di Pierino. Il controllo dell’iperattività; Giunti Editore. Anche questo testo si presenta come un percorso, dall’analisi del problema di un bambino iperattivo alle modalità più utili per incrementare il suo autocontrollo. Più specifico nell’individuazione di strategie di intervento psicoeducazionale sono lavori come: Offredi F., Vio C., De Meo T., Cornoldi C. (2001); Iperattività e autoregolazione cognitiva. Cosa può fare la scuola per il disturbo da deficit di attenzione/iperattività; Edizione Centro Studi Erikson (http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=171). Rivolto a insegnanti, psicologi clinici ed educatori che devono interagire con bambini con disturbo da deficit di attenzione/iperattività, questo volume, basato su un approccio metacognitivo, si propone come un’agile guida utilizzabile per raggiungere almeno due obiettivi: 1. acquisire una conoscenza delle problematiche del bambino con ADHD e delle sue caratteristiche psicologiche e comportamentali; 2. avere suggerimenti operativi immediati e utili per sviluppare negli alunni strategie autogestite di regolazione dei propri comportamenti attentivi e cognitivi. Questo lavoro intende portare un contributo specifico all’intervento da parte della scuola, ambito nel quale le difficoltà attentive e comportamentali risultano particolarmente evidenti, scarsamente gestibili e penalizzanti rispetto all’acquisizione dei contenuti proposti. Il volume nasce da un duplice intento: aiutare l’insegnante a interagire con il bambino disattento, iperattivo e impulsivo e dargli una serie di strumenti di insegnamento delle capacità autoregolative rispetto all’attenzione e alle dinamiche cognitive. Si affronta con particolare specificità il ruolo della consapevolezza, da parte del bambino, delle sue capacità attentive e di programmazione delle attività scolastiche, sviluppando nell’alunno strategie di automonitoraggio cognitivo e di autoregolazione. I contenuti del presente testo sono frutto di una avanzata rassegna delle tecniche generalmente utilizzate con i bambini con ADHD, tecniche direttamente sperimentate dagli autori nel contesto scolastico.

Un volume più generico, ma ugualmente valido per il trattamento dell’ADHD è: Mariani E., Marotta L., Pieretti M. (a cura di) (2009); Presa in carico e intervento nei disturbi dello sviluppo; Edizione Centro Studi Erikson. Questa ricca raccolta di strategie di intervento per il trattamento riabilitativo dei Disturbi dello Sviluppo ospita i contributi di numerosi professionisti che svolgono la loro attività clinica all’interno di équipe interdisciplinari e che sono quotidianamente coinvolti nella riabilitazione e nella presa in carico dei bambini con tali disturbi: logopedisti, neuropsichiatri infantili, neurologi, psicologi, terapisti della neuroriabilitazione dell’età evolutiva. Prende in esame i disturbi specifici del linguaggio e i disturbi specifici dell’apprendimento della letto-scrittura e delle competenze numeriche e aritmetiche, con un’attenzione speciale alla situazione degli alunni stranieri. Dedica inoltre ampio spazio alla presentazione dei possibili trattamenti dei disturbi di attenzione/iperattività nonché agli interventi per i disturbi generalizzati dello sviluppo e per le disabilità intellettive attuabili durante tutto l’arco della vita. Fornisce alcuni strumenti di valutazione della disprassia proponendo esempi di trattamento, così come presenta interventi da attuare con i bambini affetti da sordità. Per ogni tipo di disturbo trattato viene definita un’iniziale cornice teorica, corredata, a seguire, di proposte operative e discussione di casi clinici.

Una nota a parte merita l’articolo del Prof. Dario Ianes sui Bisogni Educativi Speciali, in cui si affronta la problematica dei bambini in difficoltà in ambito scolastico e la necessità di individuare interventi costruiti “su misura” caso per caso e diretti a minimizzare tali condizioni di disagio.

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